Time may change me
Fino a un anno fa, nel mio armadio c’erano una marea di gonne a ruota, vestitini, pizzi e camicette e chi più ne ha più ne metta. Indossavo cerchietti con fiocchi enormi e ballerine lucide. Numero di pantaloni posseduti: quattro, di cui solo due aderenti.
A distanza di solo un anno, il cambiamento è evidente nel numero di pantaloni. Oggi mi sono infatti resa conto di essere arrivata ufficialmente a 10. Sembra una stupidaggine, eppure tutto questo mi turba.
Allo stesso tempo, è quasi un mese che non porto più la frangetta come prima. Continuo a ripetermi che è un esperimento, che appena mi gira la scorcio e ciao. Però intanto mi vedo diversa, e non in negativo. Prima senza frangetta mi sentivo “nuda”, ora forse non più.
La verità è che sono terrorizzata dai cambiamenti. Lo sono sempre stata, e allo stesso tempo li desideravo, quei cambiamenti che un po’ ti sconvolgono ma alla fin fine sono per il meglio.
Ma ultimamente sono questi piccoli, apparentemente stupidi, cambiamenti che mi turbano, e questo perché, per quanto insulsi, mi riguardano in prima persona. Riguardano come sono, e come sono stata finora. Sto cambiando, un po’ alla volta ma in maniera decisa, e forse in fondo sto crescendo.
Ma la cosa mi spaventa immensamente.
(e no, non ce l’ho fatta a non sfruttare il povero Bowie per il titolo)